mercoledì 5 aprile 2017

La Sapienza dei Maestri Speranza della Massoneria



Riflettevo sulla necessità che i Maestri colgano, all'interno di un ordine iniziatico, il senso, non solo dell'appartenenza e dell'orgoglio, ma della Sapienza del ruolo che gli è dovuto; essendo, appunto, Maestri di un Ordine iniziatico.
Probabilmente noi abbiamo perso la via e penso anche che questa via, fatta di valori e fatta di tradizione, abbiamo iniziato a perderla nell'uso dei termini che ci debbono appartenere. Non possiamo sbagliare il valore semantico della parola che non può e non deve essere confuso.

Oggi siamo in Camera di Mezzo, oggi siamo nel Tempio, quando abbiamo aperto in camera di apprendista eravamo nella Loggia, quando si accendono le luci chiudiamo un percorso alchemico, questa è la Regola su cui la nostra comunione ha vissuto e questa è la Regola che è fatta di poche cose, ma è fatta sopratutto di ritualità. Quella ritualità che ci serve a passare le colonne e a diventare Maestri.
Dobbiamo porci delle domande specifiche, dalle cui risposte traiamo quel nutrimento che struttura la nostra identità di Maestri della comunione:
Perché il Tempio è fatto in questo modo? E su quale base noi costruiamo il nostro Tempio? Su quali Valori? Su quei valori che ci hanno consentito di essere oggi qui come Maestri e di testimoniare all'esterno una presenza condivisa dal pensiero comune delle persone non iniziate e sopratutto ci hanno permesso di superare momenti di difficoltà guardando ad un presente che a me non fa paura.

Non mi fa paura ciò che sta accadendo, non mi preoccupa, io sono più preoccupato di altro e cioè se questa comunione fa ancora Maestri; se questa comunione crea ancora quelle condizioni di conoscenza che mettono su un piano di Sapienza e non di Saggezza l'Uomo; di Sapienza che ci permette di discutere ciò che c'è all'interno di questo Tempio.

Ecco vedete Fratelli questa tornata per me è molto importante e la vivo con la stessa emozione con cui tutti voi condividete questo momento. E la condivido nella speranza che questa nostra crescita personale ci porti ad essere testimoni di un tempo e non oggetto di attenzioni.
Se uno è testimone significa che partecipa e condivide ciò che all'interno del suo contesto gli viene presentato.

Mi è piaciuto tanto quello che ha detto il Fratello CF,  ma noi non dobbiamo dire niente su quello che sta succedendo? Ma noi siamo Massoni perchè accettiamo che venga colpito il povero e non riusciamo a fare niente per rompere l'anello che determina la povertà? Noi parliamo di migrazione, ma noi non siamo figli di una migrazione? Noi non siamo quelli che nascono e contaminano la nostra conoscenza attraverso dalle migrazioni? Ma come nasce la Massoneria? E da chi nasce? E che cosa rappresentiamo noi all'interno del nostro percorso Sacro? E quale valore si è mantenuto la dove quella Massoneria è conosciuta? E mi riferisco al mondo americano dove la tradizione è rimasta quella che era perchè era quella tradizione che nasceva da una contaminazione che aveva un origine Scozzese.

Ma quella contaminazione aveva un percorso di contatto profondo con il mondo Ebraico, con il mondo Greco, con il mondo Latino. Quando noi cogliamo il senso della nostra trasformazione? Quando capiamo che questo Tempio ci guida e ci porta la? Ovviamente quando entriamo dalla porta del Sacerdote perchè se entriamo dalla porta dell'Uomo ci porta nel labirinto perchè si deve cogliere il senso del viaggio e quando all'interno delle nostre logge questo senso si fa forte e si raccoglie? Con chi? Da chi? Quali sono i Maestri che si spendono oggi per insegnare agli apprendisti che non sono massoni, sono iniziati, ma lo saranno quando sono Maestri! E quando sono Maestri debbono essere Maestri! E se si sta nella colonna dei Maestri con lo spirito che è comune nella condivisione di un percorso di armonia che non è ipocrisia; perchè questa comunione non deve essere ipocrita, questa comunione deve essere leale!
Deve riconoscere il valore del fratello che ci sta vicino! E lo deve correggere non lo deve colpire, lo deve difendere ma lo deve anche distogliere dal rischio perchè questo è un Maestro! Un Maestro non è chi ha il grembiule un Maestro è chi lo è dentro, perchè il Maestro ha raggiunto un percorso e rappresenta di per se il valore della nostra comunione. Il Maestro è colui che porta se stesso come esempio, come testimonianza della Maestria che attraverso di lui si manifesta fenomenologicamente.

E questi Maestri Venerabili? Sono davvero Maestri Venerabili? O sono i delegati di una istituzione che mutua secondo del gradino le funzioni ed il ruolo? Per cui il Presidente del Collegio diventa il capo dei Maestri Venerabili senza che questo accada. Che le rappresentanze istituzionali non abbiano la stessa funzione iniziatica all'interno di un Ordine iniziatico e credo che se non cogliamo di nuovo il senso per cui noi apriamo il Libro Sacro continueremo a dire fuori che noi possediamo un segreto non capendo nemmeno perchè lo abbiamo.

Il nostro segreto è il Libro ma perchè noi abbiamo scelto una via per essere quel segreto. Perchè è li che l'uomo si misura con la creazione perchè è li che c'è la squadra perchè è li che c'è il compasso perchè li c'è il Libro Sacro nello stesso modo di come ritualmente all'interno di un'altra realtà religiosa e dogmatica si percorre la via del segreto che si manifesta con una forma, la particola che viene elevata, dicendo “mistero della fede”, per noi non c'è il mistero della fede per noi c'è il Libro Sacro. Li c'è l'uomo che è la squadra li c'è il compasso che è la creazione quello è il nostro segreto, quando noi congiungiamo questi elementi di sacralità testimoniamo la nostra elevazione e siamo Maestri; e solo in quel momento in questa occasione noi abbiamo il Libro Sacro aperto in questo modo perchè noi abbiamo soltanto un elemento che ci distingue: la Parola!

Perché il Maestro viaggia con la Parola e allora i valori della nostra comunione, che è un'istituzione, che è un Ordine, si testimoniano mantenendo salda la ritualità; non modificando i rituali, anzi correggendoli la dove abbiamo ritrovato degli errori;  secondo me ce ne uno evidente nell' accensione delle luci lo leggiamo al rovescio rispetto a quello che realmente dovrebbe essere: la forza, la bellezza, la sapienza, perchè è li che si chiude il circuito alchemico non è una parola su tre che ci cambia si cambia un processo di disposizione naturale di un ordine che invece ha bisogno di testimoniare con la propria forza interiore e proprio attraverso un diverso livello di pregnanza iniziatica il significato forte di queste tornate in grado di Maestro, che mi auguro siano più numerose di quelle che io riesco a vivere all'interno del mio percorso personale.

domenica 2 aprile 2017

Cena del clan Sinclair Italia


Il Presidente Tiziano Busca mi chiede di inviarvi la seguente comunicazione: venerdi 7 Aprile cena del Clan Sinclair Italia a Rimini. Le conferme per poter prenotare sono tassativamente accettate entro il termine tassativo di mercoledì 5 aprile.

martedì 28 marzo 2017

Un interessante contributo di Paolo Callari

Questa lettura non è per tutti anche se tutti sono alla ricerca della consapevolezza delle forze che animano il proprio agire.

LA FAVOLA DELLA VITA TERRENA
In un tempo lontano una Entità Superiore decise di creare un Regno.
Già in passato si era adoperato in una simile impresa: aveva creato un Angelico Regno di Luce. L'intero firmamento risplendeva indefinitamente ed eternamente; c'era chi cantava le sue lodi, chi ripeteva il suo verbo, chi risplendeva e rifletteva la Sua Luce, chi portava il suo trono.
L'Entita' Superiore capi' però che quel Regno, il Regno Angelico, non era tutto ciò che desiderava creare.
Il Suo Desiderio non era creare un Riflesso di Se' ma piuttosto una Forza Creatrice in grado di continuare il Processo di Creazione.
Con un Lampo di Luce Squarcio' quell'Armonia perfetta creata in precedenza. Dallo squarcio emerse una nuova dimensione di esistenza ed ebbe inizio lo spazio-tempo.
Aveva creato così l'Impalcatura dove avrebbe potuto creare il Nuovo Regno, il Regno Terreno.
L'Uomo, la Donna e i Quattro Elementi sarebbero stati i protagonisti di Una Geometria Cosmica.
Dentro lo spazio-tempo Sei elementi, dunque, per creare un Regno.
Sei è il primo numero perfetto, cioè un numero la cui somma ed il cui prodotto dei divisori fornisce lo stesso risultato:
1+2+3=6
1•2•3=6

L'Uomo e la Donna sarebbero stati i portatori-metà di un quinto elemento: l'Amore.
L'Amore è elemento iniziatico, la più potente forza creatrice, capace di avvicinare le Anime fino al punto di permettere la pro-creazione nel Regno Terreno.
L'Uomo e la Donna tanto simili quanto diversi, originario di Marte il primo e di Venere la seconda, avrebbero portato nel Regno Terreno quel fondamentale arco di tensione, equilibrio instabile necessario affinché la freccia dell'Amore potesse scoccare dall'Arco e generare la vita, cosicché il disegno potesse progredire ed il Regno Terreno prendere forma.

I Quattro Elementi, come le quattro forze fondamentali, come gli stati fondamentali della materia solido, liquido, gassoso e plasma, come gli stati d'animo o emozionali, come i modi di essere, rappresentano il mezzo ovvero gli strumenti costituzionali, attraverso i quali progredire nella consapevolezza, compiendo la creazione con la forza dell'Amore.
Ognuno dei quattro elementi ha sempre sia valenza positiva e negativa a ricordare il necessario bipolarismo, come uomo-donna, necessario alla creazione, affinché la tensione tra i due poli permetta la nascita del terzo, del nuovo, del figlio.

L'elemento Terra è l'Archetipo della Madre Universale, dell'equilibrio stabile, dell'accoglienza, della passiva perseveranza che rende possibile lo sviluppo di ogni cosa.
Gli stati emotivi associati a questo archetipo sono quelli legati alle esperienze concrete, al l'equilibrio stabile, alla materialità.

L'elemento Aria è l'Archetipo dell'impalpabile che trasforma, che con la sua calma frantuma l'idrogeno in infinite molecole di umidità, trasporta i pollini a centinaia di chilometri per l'inseminazione, con il suo lento serpeggiare erode la roccia, ma anche che con la sua forza imbriglia le acque, fa straripare i fiumi, piega gli alberi e la Terra, aiuta a divampare le fiamme. È l'Archetipo degli stati emotivi legati al nervosismo, alle paure incomprensibili, al timore dell'ignoto.

L'Elemento Fuoco è l'Archetipo della Passione, della forza purificatrice che distrugge con la sua irruenza per preparare la Terra a nuove creazioni. È l'Archetipo della convinzione che non conosce mediazioni o compromessi, che incenerisce o si spegne, ma che non si placa.

L'Elemento Acqua è l'Archetipo della fluidità, della estrema plasticità e duttilità pur mantenendo la coerenza d'insieme, del fluire, dell'evolvere, del creare e distruggere con potenza soprannaturale, del lasciare fluire le emozioni, del sapersi lasciare alle spalle ciò che ostacola il cammino, del sapere riposare quando tutto è compiuto come le acque calme, del saper pulire o purificare con la docilità della pioggia o con la potenza di uno tsunami ma pur sempre con la giusta e più idonea misura.

Siamo Archetipi, cioè Uomo, Donna e i Quattro Elementi sono Archetipi, ovvero modelli iniziatici che insegnano come tornare alla Sorgente. Ci guidano lungo il sentiero in cui tutto si ripete allo stesso modo in ogni luogo, in ogni tempo, ad ogni scala come un ologramma.
Ognuno per quanto positivamente o negativamente possa essere giudicato per il suo agire ha un suo perché di esistere.
Esistere ed essere sono due cognizioni non sinonimi: esistere è il perché mentre essere è il come. Bisogna avere la forza di contrastare il cattivo essere, poiché siamo ciò che facciamo. Quando qualcuno sbaglia è giusto che paghi il prezzo delle proprie azioni e malefatte. Viceversa bisogna avere sempre grande umana attenzione per l'esistere, perché si tratta non di una scelta ma di un Dono della Entità Superiore. L'esistenza seppure di alcuni possa apparire grottesca deve essere sempre rispettata e difesa perché è un tassello di un mosaico che in quella esistenza, anche in quella, trova un suo perché superiore, generale e connesso ad altri perché.

La geometria cosmica trovò così  la sua realizzazione nel Regno Terreno, l'uomo e la donna per diversi millenni continuarono la creazione, mentre inconsapevolmente l'essere umano combatteva se stesso, i suoi simili e la Natura, piegandosi innanzi alle Forze della Natura ed innanzi ai Perché Superiori fin quando non comprese il suo ruolo nel Regno Terreno.
Fu così che con tale consapevolezza innanzi agli occhi dell'umana esistenza si poté scorgere la Luce dell'intero Creato, cadde così il velo dell'inconsapevolezza e comprese il maestoso progetto vivendo nella Luce del Creatore.

Et in Arcadia Ego, i miti Alfei e la storia degli Ibelin pisani

Venerdì 21 aprile 2017
Palazzo del Consiglio dei Dodici
Piazza dei Cavalieri 1, Pisa
ore 17:30

Et in Arcadia Ego, i miti Alfei e la storia degli Ibelin pisani

A cura di Massimo Agostini e Sergio Costanzo con la partecipazione di Egidio Senatore, conduttore di Rai Notte

Il saggista Massimo Agostini e lo scrittore pisano Sergio Costanzo relazioneranno delle ricerche e studi condotti seguendo una sottile rete di leggende e verità che partono dai miti degli Alfei pisani e la storia degli etruschi Venulei, fino alle vicende degli Ibelin pisani in Oltremare e alla storia di Ugo II di Pagano Eb(u)riaci da Vecchiano, discendente di una delle dodici famiglie fondatrici dell’autoproclamato “Stato dei Mari” nel 1006 e (forse) da identificare con quel Hugh de Payns, noto alla storia come fondatore dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme dai mantelli bianchi e dalla croce vermiglia sulla spalla

Dal 7 al 9 di Aprile, come gli scorsi anni saremo presenti con il nostro Stand presso la Gran Loggia di Rimini. Vi aspettiamo!


Una rilessione di Paolo Donnina


Urizen con questo celebre quadro ci ricorda che l'Eterno nella sua opera è allo stesso modo creatore e ordinatore; tutto in un perfetto equilibrio, tutto al posto giusto che l'Opera creatrice assegna. L'Uomo parte integrante dell'Opera del mondo, è colui che dovrebbe garantirne l'equilibrio.... ma non sempre è così, poiché spesso egli è preda delle sue stesse debolezze andando contro l'Opera Divina.Il Principio Creatore e Ordinatore di Urizen, ci ricorda che attraverso l'uso degli strumenti quali squadra e compasso, possiamo portare tutto nel giusto equilibrio, contribuendo attivamente all'Opera del Mondo.

lunedì 27 marzo 2017

Successo per il convegno del Rito di York

Una grande partecipazione di pubblico alla rotonda del Lido di San Giovanni, a Gallipoli, per il convegno «Sulla via dell'anima». Antonio Bove ha introdotto i due relatori, Mauro Cascio, autore de «Umberto Eco e la Massoneria» e curatore di decine di opere di svariati autori (tra cui l'«Ecce Homo» di Saint-Martin e il culto cognitivo di Rudolf Steiner) e Nuccio Puglisi, curatore tra l'altro del «Mutus Liber» in una recente edizione. Si è parlato di Tradizione, e di come la Sapienzialità si sia declinata nel mondo ebraico, con la Qabalah, e più in generale nel mondo occidentale, con l'Alchimia. Sono queste le due principali eredità della moderna Massoneria. È intervenuto anche Francesco Bernabucci, mentre le conclusioni sono state affidate a Tiziano Busca (autore di «Rito di York. Storia e metastoria). Era presente uno stand di Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno con i volumi di cui si è fatto cenno.